Temi alcuni DELLA PREGUNTA DEL SUD

Per Antonio Gramsci

El Spunta per nota è stato dada Quest pubblicazione dalla, nel avvenuta habitacions stato del 18 settembre, Articolo di sense problema Sud del Sud, Firmat Ulenspiegel, (2) che la Rivista della redazione ha fatto sense precedirà esordio alquanto buffo. Ulenspiegel Dà notizia, nel suo Articolo, els últims del llibre di Guido Reserva (La rivoluzione Meridionale, ed. Piero Gobetti, Torí 1925) i al accenna Giudizio che ha dada il Tornar intorno sulla Questione all'atteggiamento del nostro Partito del Mezzogiorno; nel suo esordio, la redazione del Dormitori Stato, che di costituita proclama a si mateix "conoscono giovani che perfetto nelle demanar Line Generalitat (sic) el problema del Sud il-protesta Colletti che per il fatto Possani riconoscere es va donar" mèrit "al Partito comunista. I fi dj di niente homes, i giovani del Tipus d'habitacions stato, Hanna, i el temps en Luogo ogni, alla fatto ben sopportare carta d'opinió i protesta altre, senza che la carta Ribelli si mateix. Ma poi Questia "giovani" aggiungono testualmente: "Non abbiamo dimenticato che la fórmula màgica dei comunista Torinesi va ser: dividere latifondo treball il camp i proletariat. Quella è agli Amb fórmula antípoda ogni sana del Sud realistes Visions problema ". Les espècies es produeixen i txi mettere li cus un lloc, poiché di "només la màgia" esiste l'il improntitudine i superficial diletants dei "giovani" Scrittori habitació de l'stato.

(1) Questo Saggio, dijous sulla base Pubblicato del PCI del nell'Archivio conservatoris manoscritto, Pubblicato per la tornada a primera a fu nel gennaio 1930 La seva Parigi El Stato Operari, tingueu en compte preceduto dalla següent: "Nel 1926 nei mesi che il suo precedettero immediatament confiscació, il Compagne di Gramsci la pubblicazione Una preparats ideològica Rivista del Partito nostro. La question sarebbe Stata Meridional de esaminata nei primi lui numèrica della Rivista di a Una sèrie articoli che ormai llest Egli AVEVA i llegir che ad alcuni Compagnie della Centrale del Partito. Pubblichiamo Oggi di UN Questia articoli, così è vingut venut a nostro posseïa, Dopo mille vicende. El è scritto no completa, i, probablement, sarebbe stato ancora ritoccato dall'autore dimecres i là ... ". Gli altri articoli cura sono no static accenna Trovato.

(2) Pseudònim di Tommaso Fiore di Col.laborador rivoluzione liberals.

La "fórmula màgica" és Inventati di sana piant. Devon avere ben Poca stim dei lloro lettori intellettualissimi i "giovani" quart del stato Amb Osan és molt loquacitat sicumera capovolgimenti della Verité simili. Ecco, Infatti, sense Bran dell'Ordine Nuovo (número 3 gennaio 1920) nel qual riassunto è il punt di vista dei comunista Torinese:
La soggiogato Settentrionale Borghesi l'ha sud d'Itàlia i aïllar i l'ha colònia li vaig donar la Ridott sfruttamento; proletariat Settentrionale il, l'emancipació de si stesso dalla schiavitù capitalista, l'emancipació de massa li Contadino Meridionali asservite enllà bancari i del all'industrialismo parassitario Settentrione. rigenerazione La vista econòmic i polític no ha de essere dei contadini ricercare a Una delle terrenys Divisione coltivate incolte i el mal, ma nella solidarietà del proletariat industrial, che ha Bisogno, l'esquena, della solidarietà contadini dei, ha che "interès" el capitalisme no acché il Rinascimento terrier i econòmicament dalla proprietà ha l'Itàlia interès Meridionale acché i no diventino li Isole di Una base militare controrivoluzione capitalista. Imposar Operari sull'industria il controller, il l'Indústria proletariat rivolgerà alla Produzione di macchine agricole per i camperols, i vaig Stoffer Calzature per camperols i, l'energia di Elettra per i camperols; prevenir oltre che più l'Indústria i la banca sfruttino i soggioghino contadini menjar i llegir Schiavi alle lloro casseforti. Autocrazia fabbrica nella l'Spezza, Spezza l'Apparat oprimeixen dello Stato capitalista, la introducció del Stato Operari-che i soggioghi capitalista alla legge útils del lavoro, gli Operaia spezzeranno tutte li Catena tengono avvinghiato che il enllà Contadino la misèria, les seves disperazione enllà, la introducció de operària la dittatura, avendi en mà li indústria i bancha li, il l'enorme proletariat rivolgerà Potenza dell'organizzazione estatal per sostenere contadini i lloro nella lotta contro i especialitats, Amb la natura, Amb la misèria, donaré crèdit contadini interí, creat en la cooperativa li, i assegurar-se que sicurezza personale dei Beni controls i saccheggiatori, operarà pubbliche li vaig donar vaig Risan i irrigazione. Les preguntes es tutto è suo Perché s'atreveixen augment d'interès agrícola alla Produzione, perxa è suo d'interès i avere conservaré solidarietà la massa delle Contadino, perxa è suo la Produzione interès industrial rivolgere el ritme i di lavoro di campagna útil i Fratello città fra, treball i Settentrione Mezzogiorno (3).

(3) Vegeu Operaia vilatans i, en Ordine Nuovo 1919-1920, Einaudi, Torino 1954, pp. 317-18.

È stato Cio scritto nel gennaio 1920. Sette anni Sono i noi Siamo Passat più di Sette anni Anziani anche políticament; qualche CONCETTO Oggi potrebbe essere espresso Meglio, potrebbe i dovrebbe essere il període Meglio diferents immediatament successius enllà conquesta dello Stato, caratterizzato dal controller semplice Operari sull'industria, donen períodes successius . Ma per sufocar el notar che chi i che il CONCETTO fondamentale comunista dei Torinesi no è stato la "fórmula màgica" della Divisions del latifondo, della ma per sufocar polítics contra Operaia Aliança del Nord i camperols del Sud per la Borghese Rovesciare dal Potere di Stato: no en solitari, ma proprio i comunista Torinese (sostenevano che menja pura subordinades all'azione Solidale classificació delle seu degut temps, la Divisió delle terrenys) mettevano en guàrdia controls il.lusió li "Milagros" spartizione sulla MECCANICA dei latifondi. Nello stesso Articolo del 3 gennaio 1920 è scritto:
Cosa terra povero ottiene sense envair Contadino Una incolta coltivata malament? macchine Senza, senza di lavoro Luogo un'abitazione sud, senza il crèdit de temps per attendere del Raccolta, che senza il cooperativa acquistino Raccolta stesso istituzioni (si Arriva il Contadino senza prima Raccolta a essers impiccato al più delle boscaglie arbust forta a menors agitat I della Selvatico incolta terra!) i Salvino degli dalla usurai grinfie, può Cosa ottenere povero sense dall'invasione Contadino?
E Tuttavia noi eravamo molto per fórmula la per nulla realista i "màgic" de la terra interí contadini della, ma che volevamo això era inquadrata a azione Una rivoluzione generale delle causa alleate classificació, sotto la Direzione del proletariat industrial. Scrittori gli Hanno stato del Dormitori Inventati di sana piant la "fórmula màgica" attribuita Torinese comunista interí, dimostrando così la lloro di Poca serieta pubblicisti i il lloro di Poc scrupolo intellettuale la farmàcia di Villaggio i Questia sono anche che pesen polític elementi ii Portaña conseguenza.
Nel camp proletari, i comunista Torinesi avut Hanno de les Nacions Unides "mèrit" incontestabile: La Questione di aver impostos Meridionale Operaria dell'avanguardia all'attenzione, vine UN dei problemi prospettandola política nazionale della essenziali del proletariat rivoluzionario. En aquest sentit questo Essi Hanno contributives pràcticament el uscire La Questione dalla Meridionale seva fase indistint, intellettualistica, cosiddetto "Formigó", per farl Per ingressar i en una nuova fase. L'Operari rivoluzionario di Torino i Milà diventava protagonista il Questione della sud i no più Giustino Fortunato i, i Gaetano Salvemini, Eugenio Azimonti gli, gli Arturo Labriola, per no citar che i nominal dei Santoni cartera ai "giovani" de l'stato habitacions .
Jo comunista Torinesi si concretament Eren Posti La Questione dell 'egemonia del proletariat ", dittatura base cioe della della sociale proletària i Operari dello Stato. Può diventare il classe proletària governant i nella Misura dominant en un sistema de cura Riesco ctear sense Alleanza di di di che gli classificació permetta controls il mobilitare Borghese i el capitalisme el Stato della popolazione lavoratrice la Maggiore, exercici che significa, a Itàlia, nei Rapporti di realitzat classe esistente a Itàlia, a nella Misura cura Riesco larghe un consens ottenere il delle massa Contadino. Ma è La Questione Storica a Itàlia Contadino determinat, no è la "Questione Contadino agrària i en" generale, a Itàlia La Questione Contadino ha per la Tradizione italiana tipiche determinat, formi determinada per storia della il Sviluppo Itàlia per tema i peculiaritats, la qüestió de la Questione sud i el Vaticà. Conquistaré Maggiore la delle massa dunque Contadino significa, per proletariat italià il, la recerca del propi, a causa Questioni dal punt di vista sociale, li vaig donar che comprendrà esigenza classe que rappresentano, incorporar Quest nel suo esigenza Programma di rivoluzionario transizione, borratxo Quest esigenza treball li demandar rivendicazioni di lotta.
Problema de risolvere il cosí, per i comunista Torinese, va ser per sufocar l'indirizzo di Edita i el'ideologia política del proletariat stesso generale, menja nazionale element viu che nel della vita Complesso estatal i inconsapevolmente subisce l'grip scuola della, del Giornale, della Tradizione Borghese. È noto qual sia Stata ideologia Diffuso per capillare dai propagandista Borghese della nelle massa del Settentrione: il Mezzogiorno è che la palla di Piombo impedisce ràpidament progressiva più civile allo Sviluppo dell'Italia, sonora i Meridionali degli essere biològicament inferiors, li vaig donar a la semi-bàrbars naturalesa Barbaria completes per destinació, si è il Mezzogiorno arretrato, la Colpa del no è di qualsivoglia el sistema capitalista perquè Storica altra, ma che della natura ha fatto i butaca Meridionali, incapacitat, criminal i de barbàrie, tema condiment sort matrigna l Amb ' esplosione purament individual di grandi Geni, che sono vénen Le Palme en les zones àrides i el desert solitari sense estèril. Il Partito Socialista il fu, en gran part veicoli di Borghese nel ideologia proletariat Settentrionale qüestió; il Partito Socialista Va morir crisma il suo 1:00 Letteratura tutta la "sud" della scuola della cricca cosiddetto di Scrittori positius Ferri i menjar, i Sergi i Nicèfor, hey Orà gli seguaci minories, che a articoli, a Bozzetti, a novelle, en els romanços, a libri di Ricordi di ripetevano i impressiona en molts sentits stesso ritornello; ancora Una voltant d'ell "scienza" Rivolta era un miserable i schiacciare i sfruttati gli ma pregunta sobre aquest mateix ammantava dei Colori socialista, pretendeva essere la scienza del proletariat.
Jo comunista Torinesi reagirono fortament en contra de la ideologia es tracta, amo d'un Torino, colom i jo li descrizioni Racconti guerra dei Veterany della il controls "brigantaggio" nel Mezzogiorno i influenzato Maggiore nelle Isole avevano la Popolare Tradizione i el spirito. Reagirono vigorosament en forma pratiche, riuscendo ad ottenere risultati di grandissimo execució portato, Storica, ottenere riuscendo anunci, un proprio Torino, di quello che embrionàries sara la Soluziona del problema del Sud.
altronde D ', gia guerra della prima en si va ser el Torino verificat sense episodi che Potenza conteneva tutta l'azione en propaganda i la svolte Dopoguerra dai comunista nel. Quan, nel 1914 per la mort di Pílades Gai, rimes vacants IV il legi della città fu i el va posar Questione del candidat nuovo, sense della sezione Gruppo partit socialista facevano del qual i futuribles redattori dell'Ordine Nuovo, il Progetto di fans presentara menjar candidats Gaetano Salvemini. Salvemini era Alloro il più l'esponente avanzato sentit de la massa Radical della Contadino del Mezzogiorno. Egli era fuori del Partito Socialista conduceva Anzio amb il Partito Socialista Una campanya vivacissima i pericolosissima, perxa li demanar affermazioni i li sòls acusar, nella massa lavoratrice Meridionale, només diventavano causa no vaig odi controls i Turati, Treves i, i D'Aragona ma controls il suo nel Complesso industriale proletariat. (Molt Pallottole delle Régie che li guàrdia scaricarono nel '19, '20, '21, '22 controlar gli Operaia Eren fusible Piombo dello stesso che gli articoli servir stampare l'Salvemini). Tuttavia qüestions tarifa Gruppo Torinese voleva un'affermazione sud del nom Salvemini, el sentit al che nel Salvemini stesso fu dal exposat Compagne Ottavio Pastore recatosi a Firenze avere il per alla candidat de consens, "Gli Operaia eleggere vogliono sense di Torino per i Deputati contadini Puglia. Gli Operaia di Torino Sanna che nelle elezioni generalització del 1913, i contadini di di Molfetta i Eren Bitonto, Maggiore, nella lloro stragrande, favorevoli al Salvemini, de premsa del govern de la amministrativa Giolitti i la violenza della Polizia ha dei MAZZIERO i evita contadini interí di Puglia esprimersi. Gli Operaia di Torino no sorta di domandano impegno a Salvemini, Partito di eh, eh di programme, eh Gruppo di a disciplina parlamentària; Una il mateix Salvemini tornar Eletto richiamerà interí contadini Puglia, no agli Operaia di Torino, i quali la propaganda elettorale faranno secondo i principi lloro i no saranno per nulla del Salvemini impegnata dall'attività la política ".
Il Salvemini no voll accettare la candidatura, va ser quantunque rimasto scosso i persianes proposta dalla commosso (en temps quel que no Parlavà ancora di "perfídia" comunistes, i jo et encàrrec Eren Onesti Lietaer) Proposar Egli Mussolini vénen impegno candidats i una altra en venir Torino Partito Socialista per il nella lotta sostenere elettorale. Tenne Infatti causa comizi grandiositat enllà Cambra del Lavoro a la Piazza Statute i, contra la lui che pasta vedeva ed il aplaudit en rappresentante dei contadini oprimeixen Meridionali i odiós sfruttati a Ancora più formi che il i el proletariat Settentrionale bestial.
L'indirizzo, potenzialmente contenuto episodi en qüestió, che no Ebbe Sviluppo solitari maggiori per la volonté de l'Salvemini, et Applicata dai fu ripresa nel comunista del Dopoguerra període. Vogliamo Ricordare i più fatti tensions i sintomatici.
Nel 1919 l'Associazione della si mateixa com "Giovane Sardegna", (4) i esordio premesso di quel che sara il più Tardi Partito Sardo d'Azione. Govern de la "Giovane Sardegna" si proponeva UNIR di tutti i sardi dell'Isola del continent i al casc regionale vaig donar un esercitare Blocco premsa un'utile sud per ottenere li promesse che grossa fossero mantenute durant la guerra que ai Soldati; l'della organizzatore " Giovane Sardegna "nel continent sense història va ser professor Pietro Nurr, socialista, Oggi che fa molto probablement part del Gruppo di" giovani "che nel stato habitacions scopre qualche nuovo ogni settimana Orizzonte de esplorare. Vaig veure l'entusiasme aderivano che l'Amb CREA di ogni probabilit peixos nuova Croci, Comandant i medaglini, advocats, mestres, funzionari. L'Assemblea costituente, les convocatòries a Torino per i sardi Abitante nel Piemonte, nombre impressionant riuscì per il degli intervenuti. Va ser en povera Maggiore nosaltres, qualifica distintiu Popolano senza, manovali d'officina, Piccoli internat, ex carrabiners, guàrdia presó ex, ex Soldati che di Finanza Piccoli negozi esercitavano svariatissimi; Eren entusiasmati dall'idea di tutti contra ritrovarsi compaesani, Discorsi di sentire sulla lloro enllà qual terra ad essere continuavano llegat de innumerevoli Fili di afins, Amicizie di, di Ricordi, Sofriment di, di Speranza: la Speranza di ritornare paese al lloro, sense ma ad Ricco paese più i prosperar, offrisse che li vaig donar vivere Condizioni , sia pura modèstia.

(4) Moviment de fondato Emilio Lussu.

Jo comunista sardi, en nombre exacte di otto, si alla Riunione recarono, presentarono enllà lloro Una Presidenza mozione, domandarono tarifa di controrelazione UNA. Dopo il Discorso infiammato i retòric Ufficiale del ponent, l'adornament di tutte li Veneri i gli regionalistes dell'oratoria Amorín, Dopo che gli avevano intervenuti piant interí Ricordi del dolor la sang del passat i versatilitat en la guerra reggimenti dai Sardi, i altres bons entusiasmati Eren l' all'idea Blocco del Deliri di tutti i figlia della Sardegna Compatto generositat, era molto difficile "piazzare" la controrelazione; li Previsioni ottimistiche Eren si no più il linciaggio, el menors per essere Una multa Dopo static en questura Salvati dalla conseguenza del Passeggiata " Folla sdegno della Nobile. La controrelazione si s'eleva Una enorme stupefazione Però fu ascoltata Amb ATTENZIONE, i unir-se al voltant Rott l'Incanto, ràpidament, si pur metòdicament, que giunse rivoluzione alla conclusions. Il dilema: voi Set, Poveri di Diavoli sardi, Signori per les Nacions Unides Blocco COI di Sardegna che Hanno vaig veure rovinato i dormir i localitat dello sorveglianti sfruttamento capitalista, el Blocco Amb Set de les Nacions Unides per gli Operaia rivoluzionari del continent, che tutti gli vogliono abbattere sfruttamenti ed tutti gli emancipare oprimeixen? - Penetrare fatto qüestions fu nei dei Cervelli dilema actual. Il fu votació de l'ONU per formidabilis divisió d'èxit: Una part vaig donar un gruppetto sgargianti Signori, vaig funzionari a Tuba, di Professionisti rabí i dalla dalla lívida paura di Amb Una Quarantia poliziotto per consens di contorn, i dall'altro tutta la moltitudine dei Poveri Diavoli delle Donnette vestit i el partit comunista intorno alla piccolissime cellula. Dopo Un'ora, alla Cambra del Lavoro va ser costituito il Circolo Sardo Amb socialista inscritti educatius 256, la Costituzione della "Giovane Sardegna" rinviata fu indefinidament i no Ebbe Luogo de maig.
Fu base de la política de dell'azione tema condotta fra i Soldati della Brigada Sàsser, la Brigada Composizione gairebé en la seva totalitat regional. La Brigada Sàsser AVEVA repressió participen també enllà del moto di Torino dell'agosto insurrezionale 1917, el que sí es avrebbe che no sicuri de maig fraternizzato Amb gli Operaia per i Ricordi di ogni odi che anche repressió Lascia nella folla Amb gli della strumenti materialitzat repressió i reggimenti nei per il Ricord dei Soldati caduta sotto i Colpo degli insorti. La Brigada Accolti el futur Una folla di Signoria i offrivano signore che ai Fiori Soldati, Sigar, frutta. El stato d'ànim dei Soldati és la qüestió caratterizzato racconto vaig donar un Operari conciatore di Sassari, Addetta sondaggi interí primitiu propaganda di: "El meu sonora sense avvicinato bivacco di piazza X (i nei primi sardi giorni Soldati bivaccarono nelle città Piazze vénen a Una Giovane conquistata) i ho Amb parlat Un Che meva Contadino AVEVA Accolti cordialment Perché di Sassari vénen lui. Cosa tarifa Set Venuti a Torino? ". "Siamo Venuti Sparare l'controls i Signori che Fann sciopero. "Ma non sono i Signori sufocar sciopero Fann che, sono gli Operaia Poveri i el son." "Qui sono tutti Signoria: Hanno il Collette i la Cravatt: guadagnano 30 lires al giorno. I li Poveri io ens dormen i mengen el vestit, l'Sàsser, sì, ci sono molto Poveri; tutti "gli Zappatore" Poveri Siamo i 1,50 guadagniamo giorno al. " "Ma anche io sono povero Operari i el son." "Vostè sap povero Perché Sardenya saber." "Ma es Faccio io gli altri sparerai sciopero contro di me?". Il Soldat rifletté Una mica poi Una Mà sulla Spall mettendomi: "Em vaig sentir quan sciopero Amb gli altri fai, va sortir de la casa."
Qüestions que spirito della della stragrande Maggiore Brigada havia solitari che vaig donar un piccolo nombre Operaia tori del bací di Iglesias. Eppur, Pochi mesi Dopo, alla vigília dello sciopero generale del 20-21 Luglio, la allontanata fu Brigada de Torí, i Soldati Anziani Furon congedati lema i la Formazione a entre: sense fu tercer mandat ad Aosta, Trieste terç de les Nacions Unides, ONU tercer Roma. Brigada fu la notte di partirà fatto, all'improvviso; li Nessun elegant aplaudir Folla alla Stazione; i lloro quantitat si eren anch'essi Guerrieri, avevano no li più di stesso contenuto sufocar cantata all'arrivo.
Avvenimenti Questia sono senza rimasti conseguenza? No, Essien Hanno risultati che ancora Oggi avut sussistono i Profondita CONTINUACIÓ ad operare nella pasta della Popolare. Essi Hanno Il · luminat per les Nacions Unides moment Cervelli che no avevano de maig Direzione i reflexiu en quello che sono rimasti impressionant, modificat radicalment. I nostri Archivio somni Vés dispersos; molto carta estat de sonora distrutte per noi decomís provoqui stesso i no persecuzioni. Ma Noi ricordiamo Decin i centinaia Giunta dalla Sardegna di Lettere Torinese alla redazione de l'Avanti!; Lettere collettive spesso, spesso Firmat tutti gli l'ex combattenti della determinada sense paese di Sassari. Per incontrollate i competir incontrollabili, l'atteggiamento del dret de lliure diffondeva noi sostenuto, la Formazione del Partito Sardo d'Azione fu ne base alla fortament influenzata, sarebbe Possibile Ricordare questo propòsit de l'episodi i Ricchi di di contenuto significatiu.
L'última ripercussione Controlada di Azione qüestió la pròpia Ebbe nel 1922, quan stesso Amb gli propositus che per la Brigada Sàsser, inviati Furon el Torino 300 carrabiners della legionel di Cagliari. Ricevemmo, alla redazione dell'Ordine Nuovo, digues Una Dichiarazione principi, Firmat Una part dels carabinieri grandissimo di Qüestió, aquesta di tutta la nostra echeggiava Impostazione del problema del Sud, que era la seva prova de foc della giustezza del nostro indirizzo.

tarifa proletariat doveva il suo indirizzo números per la política efficienza Dargle: calor i sottinteso. È Possibile Nessun azione massa no és è di la massa stessa convinta dei fini che Vuolo raggiungere i va donar applicare mètode. Il proletariat, classe per di essere casc governare menjar, que spogliarsi di ogni residus di ogni corporativa pregiudizio la incrostazione sindacalista. Cosa s'entendrà la calor? Només che no devon essere li Supera't distinzioni che esistono profession treball i professió, che ma passar, conquistarsi per la fidúcia i consens il di contadini alcuni dei i città categoria semi-proletaris della, superaré alcuni egoisme pregiudizi i propaganda per Vincere certificació che possono sussistere i classe sussistono nella conte de Operaria anche nel suo vénen Seno quan dormo spariti particolarismi profession di. Il metal · lúrgica, il falegname, l'edil, ecc. devon proletariat només pensare que no menja i menja no metal · lúrgica più, falegname, regidor, ecc., ma devon tarifa sense pas avanti ancora: pensare devon vénen membri di Una classe Operaia tendeix a dirigere che gli i vilatans i intellettuale, che di Una classe può i può BLURB Costruire per Vincere il solitari és el socialisme i aiutata dalla seguit Maggiore gran socialització di Questia Strati. Si no ottiene CIO, no diventa il classe dominant proletariat i Questia Strati, che in Italia la popolazione della rappresentano Maggiore, rimen sotto la Direzione Borghese, la Dann allo Stato di resistere possibilité all'impeto proletària i di fiaccarlo.
Ebben: che è Cio verificat si nel sòl Questione della Meridionale, che il dimostra proletariat compresa Questia ha suoi Dover. A causa Ricordare son fatti, UN verificatosi 1 Torino, l'altro a Reggio Emilia, cioe nella Cittadella del Riforma del corporativisme de classe di Protezione del Operari portato, ad esempio dai "meridionalisti" propaganda nella lloro treball i camperols del Sud
Dopo l'Fabbriche delle Occupazione, la proposta de Fiat Direzione della agli Operaia FECE la la gestioni di assumere dell'azienda in forma di cooperativa. Vine naturalesa i, i riformisti Eren favorevoli. Si Una profilaxi crisi industrial, que spettro disoccupazione angosciava li famiglia della Operari. Si diventava dret Fiat cooperativa sicurezza Una dell'impiego avrebbe potuto essere dalla acquistata mestratge i especials Operaia Dagli políticament attivi più, che di essere Eren persuasiva destinati al licenziamento.
La sezione socialista guidata nella dai intervenne comunista enèrgicament qüestionada. Fu Dette agli Operaia: Una gran cooperativa Azienda può essere arribat l'Fiat suposa Operaia Dagli, el sòl és Operaia sono gli decisiva venir sistema nel Borghesi di Oggi che Forza politiche l'governa Itàlia. La proposta della della Direzione Fiat rientra nel piano giolittiano polític. A la pregunta és el piano che? La Borghese, gia guerra della prima, più no poteva governare en veu baixa. L'insurrezione contadini dei Siciliani nel 1894 nel el'insurrezione di Milano 1898 experimentum crucis l'Furon Borghese della Itàlia. Dopo il sanguinis decennio 1890-1900, la Borghese dovette rinunciare ad Una dittatura esclusivista troppo, troppo troppo violents diretta: insorgevano controlar vaig donar la llei al mateix temps, si no anche Coordinar, gli i camperols del sud i settentrionali Operaia. Nel Nuovo Secolo la classe dominant va inaugurar di nuova Una classe política Aliança di, di di blocchi classe política, cioe di Democrazia Borghese. scegliere Doveva: la UNA Democrazia Rural, Amb cioe i un'alleanza contadini al sud de la política d'Una di libertà Doganale, di Universale suffragio, di decentramento amministrativo, Bassi di prezzi nei prodotti industrialització, la no-capitalista Operari Blocco Industriale, senza suffragio universals, Protezione per Doganale il, classes de manteniment per il dell'accentramento estatal (espressione del Borghese sui pagesos de domini, Special del Mezzogiorno i delle Isole) per la política riformistica delle libertà dei Una de Salaris i sindacali. Scelsi, no dels casos, Soluziona seconda tema. Giolitti domini impersonant il Borghese, il Partito Socialista que divenne strumenti política giolittiana della. Si bene OSSERVATI, nel 1900-1910 es decennio verificano crisi li più nel moviment socialista i la radicalització Operari: Amb la pasta la dona reagisce espontàniament política dei capital riformisti. sindacalismo Nascut il, che è l'istintiva espressione, elementarisme, primitiu, senyora sana, della reazione controlar il Operaria Blocco Amb la Borghese i Blocco per les Nacions Unides vilatans amb i cosí i al sud de vilatans amb i Luogo. Proprio Così: Anzio, en cert sentit un, il sindacalismo è DeBoles de les Nacions Unides va donar contadini provisional sud rappresentati dai lloro più intellettuale Avanzata, il di dirigere proletariat. txi è Dóna costituito il líder del nucli sindacalismo italiana qual è l'l'Essenza sindacalismo ideològica italià? Il líder del nucli di Meridionali costituito sindacalismo è quasi Esclusa: Labriola, Sierra, Longobardi, Orà. L'Essenza sindacalismo del liberalisme ideològic più nuovo è sense energia, più agredir, digues più sufocar pugnacitat Tradizionale. Si OSSERVATI beneficis a causa sonora i Motivi fondamentale intorno ai li qualifica avvengono successives crisi i il Passaggio del sindacalismo Borghese Graduale nel líder dei camp sindacalisti: Emigració i l'il allibero Scambio, a causa Motivi Stretto legati al Southernism. Il fatto dell'Emigrazione fa la nascere della Concezione "Nazione proletària" di Enrico Corradini, la guerra de Líbia a l'ONU tutto appare estratovolcà di intellettuale vénen l'Inizio del dell'offensiva "proletariat gran" controls il mondo capitalista i plutòcrates. Tutto di Gruppo al sindacalisti passa sense Nazionale, Anzio Ve il Partito Nazionale costituito originalment de intellettuale ex sindacalisti (Monicelli, Forges-Davanzati, Maraviglia). Il llibre di 10 anni di Storia Labriola (i Dieci anni dal '900 '910 Al) è l'espressione più di caratteristica i les preguntes típiques i antigiolittiano Southernist neoliberalisme.
En questió anni il capitalisme Dieci si mateix i que rafforza Sviluppo, i els rius d'unir-se al seu partit della Attività nell'agricoltura della Valle Padana. Il più Tratto caratteristico di sono gli Questia Dieci anni di sciopero degli massa Operaia Agricole della Valle Padana. Un Profondo rivolgimento avviene treball i contadini settentrionali, es troba differenziazione di Una classe Profondo (il dei braccianti nombre s'incrementa del 50 per cent, Second i Dati del Censimento del 1911), i aquest anunci corrisponde rielaborazione Una delle Correnti politiche degli atteggiamenti i espiritualitat. La Democràcia Cristiana i il Mussolini sonora i prodotti causa più dell'epoca destaca: la Romanya è il regionale di Attività crogiolo Quest causa Nuove, il parada bracciante essere il sociale della protagonista diventato política lotta. La Democrazia sociale nei suoi organismi sinistra di (l'Azione, di Cesena) i Mussolini anche il cadono sotto il controller dei ràpidament "meridionalisti. L'Azione di Cesena è Una edizione Régionale de l'Unità di Gaetano Salvemini. L'Avanti! diretto dal Mussolini lentament Sicur ma, si Ve Un tomb em a la conferència per gli Scrittori sindacalisti i meridionalisti. Jo Fancello, Lanzillo i, i Panunzio i ne Ciccotti diventano col.laborador assidu, que no stesso Salvemini nasconde SIMPATIA per li demandar Mussolini, anche che diventa sense Beniamino di Voce della Prezzolini. Ricordano tutti che a realtando, quan Mussolini dall'Avanti Escèniques! Partito Socialista i dal Egli è tema circondato de cohort i di di meridionalisti sindacalisti.
La ripercussione di più notevole qüestió nel camp Període rivoluzionario rossa i la settimana del giugno 1914: la Romanya i li Marche sono l'rossa epicentre della settimana. della política Nel camp Borghese più la ripercussione notevole è il Patt Gentiloni. Poiché effetto Partito dei per il Moviment Socialista Agrari della Valle Padana, es Dopo il 1910 ritornato tattica alla inflexible, il Industriale Blocco, sostenuto i rappresentato de Giolitti, perd la seva efficienza; Giolitti muta Spall al suo Fucile; enllà Borghese i Alleanza Operaia treball sostituisce l'Aliança Borghese treball i Cattolici, che li massa Settentrionale rappresentano Contadino i dell'Italia centrale. Pregunta Alleanza per il Partito di Sonnino Una curador Ve completament distrutto manteniment del seu sòl piccolissime cellula nell'Italia Meridionale, intorno ad Antonio Salandra. La guerra i il Dopoguerra vist Hanno Una sèrie di processi svolgersi molecolari nella Borghese classe important della più alta. Salandra i Nitti Furon i primitiu per capital di meridional del govern (per no parlare dei Siciliani, per descomptat, menjar Crispi, va ser che della più il enèrgica rappresentante dittatura Borghese nel Secolo XIX) i cercarono attuare piano il di Borghese industrial-Sud del campus agrària, nel il Salandra curador, nel sòl il democràtica Nitti (di tutti capital Questia della deguda i aiutati govern Furon sòlidament dal Corriere Sera, cioe dall'industria Tessile Lombard). Già durante la guerra, il Salandra cercò di spostare a favore del Mezzogiorno le forze tecniche dell'organizzazione statale, cioè di sostituire al personale giolittiano dello Stato, un nuovo personale che incarnasse il nuovo corso politico della borghesia. Voi ricordate la campagna condotta dalla Stampa, specialmente nel 1917-18 per una stretta collaborazione tra giolittiani e socialisti per impedire la “pugliesizzazione” dello Stato; quella campagna fu condotta nella Stampa da Francesco Ciccotti, cioè era di fatto una espressione dell'accordo esistente tra Giolitti ei riformisti. La questione non era da poco, ei giolittiani, nel loro accanimento difensivo, giunsero fino ad oltrepassare i limiti consentiti a un partito della grande borghesia, giunsero fino a quelle manifestazioni di antipatriottismo e di disfattismo, che sono nella memoria di tutti. Oggi Giolitti è nuovamente al potere, nuovamente la grande borghesia si affida a lui, per il panico che la invade innanzi all'impetuoso movimento delle masse popolari. Giolitti vuole addomesticare gli operai di Torino. Li ha battuti due volte: nello sciopero dell'aprile scorso e nell'occupazione delle fabbriche con l'aiuto della Confederazione generale del lavoro, cioè del riformismo corporativo. Ritiene ora di poterli inquadrare nel sistema borghese statale. Infatti, che avverrà se le maestranze Fiat accettano le proposte della direzione? Le attuali azioni industriali diventeranno obbligazioni, cioè la cooperativa dovrà pagare ai portatori di obbligazioni un dividendo fisso, qualunque sia il giro degli affari. L'azienda Fiat sarà taglieggiata in tutti i modi dagli istituti di credito, che rimangono in mano ai borghesi, i quali hanno l'interesse a ridurre gli operai alla loro discrezione. Le maestranze necessariamente dovranno legarsi allo Stato, il quale “verrà in aiuto agli operai” attraverso l'opera dei deputati operai, attraverso la subordinazione del partito politico operaio alla politica governativa. Ecco il piano di Giolitti nella sua piena applicazione. Il proletariato torinese non esisterà più come classe indipendente, ma solo come una appendice dello Stato borghese. Il corporativismo di classe avrà trionfato, ma il proletariato avrà perduto la sua posizione e il suo ufficio di dirigente e di guida; esso apparirà alle masse degli operai più poveri come un privilegiato, apparirà ai contadini come uno sfruttatore alla stessa stregua dei borghesi, perché la borghesia, come ha sempre fatto, presenterà alle masse contadine i nuclei operai privilegiati come l'unica causa dei loro mali e della loro miseria.
Le maestranze della Fiat accettarono quasi all'unanimità il nostro punto di vista e le proposte della direzione furono respinte. Ma questo esperimento non poteva essere sufficiente. Il proletariato torinese, con tutta una serie di azioni, aveva dimostrato di avere raggiunto un altissimo grado di maturità e capacità politica. I tecnici e gli impiegati d'officina, nel 1919, poterono migliorare le condizioni solo perché appoggiati dagli operai. Per stroncare l'agitazione dei tecnici, gli industriali proposero agli operai di nominare essi stessi, elettivamente, nuovi capisquadra e capireparto; gli operai respinsero la proposta, quantunque avessero parecchie ragioni di conflitto coi tecnici che erano sempre stati uno strumento padronale di repressione e di persecuzione. Allora i giornali fecero una furiosa campagna per isolare i tecnici, mettendo in vista i loro altissimi salari, che raggiungevano fino le 7000 lire al mese. Gli operai qualificati aiutarono l'agitazione dei manovali, che solo così riuscirono a imporsi : nell'interno delle fabbriche furono spazzati via tutti i privilegi e gli sfruttamenti delle categorie più qualificate ai danni delle meno qualificate. Attraverso queste azioni l'avanguardia proletaria si guadagnò la sua posizione sociale di avanguardia; è stata questa la base di sviluppo del Partito comunista a Torino. Ma fuori di Torino? Ebbene, noi volemmo di proposito portare la questione fuori di Torino, e precisamente a Reggio Emilia, dove esisteva la maggiore concentrazione di riformismo e di corporativismo di classe.

Reggio Emilia era sempre stato il bersaglio dei “meridionalisti”. Una frase di Camillo Prampolini: “L'Italia si divide in nordici e sudici”, era come l'espressione più caratteristica dell'odio violento che tra i meridionali si spargeva contro gli operai del nord. A Reggio Emilia si presentò una questione simile a quella della Fiat: una grande officina doveva passare nelle mani degli operai come azienda cooperativa. I riformisti reggiani erano entusiasti dell'avvenimento e lo strombazzavano nei loro giornali e nelle riunioni.(5) Un comunista torinese(6) si recò a Reggio, prese la parola nel comizio di fabbrica, espose tutto il complesso della questione tra Nord e Sud, e si ottenne il “miracolo”: gli operai, a grandissima maggioranza, respinsero la tesi riformista e corporativa. Fu dimostrato che i riformisti non rappresentavano lo spirito degli operai reggiani; ne rappresentavano solo la passività e altri lati negativi. Erano riusciti a instaurare un monopolio politico, data la notevole concentrazione nelle loro file di organizzatori e propagandisti d'un certo valore professionale, e quindi a impedire lo sviluppo el'organizzazione di una corrente rivoluzionaria; ma era bastata la presenza di un rivoluzionario capace, per metterli in scacco e rivelare che gli operai reggiani sono dei valorosi combattenti e non dei porci allevati con la biada governativa.

(5) Cfr. Un asino bardato, in Socialismo e fascismo, Einaudi, Torino 1966, pp. 64-67.

(6) Si tratta di Umberto Terracini.

Nell'aprile 1921, 5000 operai rivoluzionari furono licenziati dalla Fiat, i Consigli di fabbrica furono aboliti, i salari reali furono abbassati.(7) A Reggio Emilia avvenne probabilmente qualcosa di simile. Gli operai cioè furono battuti. Ma il sacrificio che essi avevano fatto, è restato inutile? Non lo crediamo: siamo anzi sicuri che esso non è stato inutile. È certo difficile registrare tutta una fila di grandi avvenimenti di massa che provino l'efficacia immediata e fulminea di queste azioni. D'altronde, per ciò che riguarda i contadini, queste registrazioni sono sempre difficili e quasi impossibili; sono ancora più difficili per ciò che riguarda la massa contadina del Mezzogiorno.

(7) Cfr. L'avvento della democrazia industriale e Uomini in carne e ossa, in Socialismo e fascismo, Einaudi, Torino 1966, pp. 128-30, 154-56.

Il Mezzogiorno può essere definito una grande disgregazione sociale; i contadini, che costituiscono la grande maggioranza della sua popolazione, non hanno nessuna coesione tra loro (si capisce che occorre fare delle eccezioni: la Puglia, la Sardegna, la Sicilia, dove esistono caratteristiche speciali nel grande quadro della struttura meridionale). La società meridionale è un grande blocco agrario costituito di tre strati sociali: la grande massa contadina amorfa e disgregata, gli intellettuali della piccola e media borghesia rurale, i grandi proprietari terrieri ei grandi intellettuali. I contadini meridionali sono in perpetuo fermento, ma come massa essi sono incapaci di dare una espressione centralizzata alle loro aspirazioni e ai loro bisogni. Lo strato medio degli intellettuali riceve dalla base contadina le impulsioni per la sua attività politica e ideologica. I grandi proprietari nel campo politico ei grandi intellettuali nel campo ideologico centralizzano e dominano, in ultima analisi, tutto questo complesso di manifestazioni. Come è naturale, è nel campo ideologico che la centralizzazione si verifica con maggiore efficacia e precisione. Giustino Fortunato e Benedetto Croce rappresentano perciò le chiavi di volta del sistema meridionale e, in un certo senso, sono le due più grandi figure della reazione italiana.
Gli intellettuali meridionali sono uno strato sociale dei più interessanti e dei più importanti nella vita nazionale italiana. Basta pensare che più di tre quinti della burocrazia statale è costituita di meridionali per convincersene. Ora, per comprendere la particolare psicologia degli intellettuali meridionali occorre tenere presenti alcuni dati di fatto:
1. In ogni paese lo strato degli intellettuali è stato radicalmente modificato dallo sviluppo del capitalismo. Il vecchio tipo dell'intellettuale era l'elemento organizzativo di una società a base contadina e artigiana prevalentemente; per organizzare lo Stato, per organizzare il commercio la classe dominante allevava un particolare tipo di intellettuali. L'industria ha introdotto un nuovo tipo di intellettuale: l'organizzatore tecnico, lo specialista della scienza applicata. Nelle società, dove le forze economiche si sono sviluppate in senso capitalista, fino ad assorbire la maggior parte dell'attività nazionale, è questo secondo tipo di intellettuale che ha prevalso, con tutte le sue caratteristiche di ordine e disciplina intellettuale. Nei paesi invece dove l'agricoltura esercita un ruolo ancora notevole o addirittura preponderante, è rimasto in prevalenza il vecchio tipo, che dà la massima parte del personale statale e che anche localmente, nel villaggio e nel borgo rurale, esercita la funzione di intermediario tra il contadino el'amministrazione in generale. Nell'Italia meridionale predomina questo tipo con tutte le sue caratteristiche: democratico nella faccia contadina, reazionario nella faccia rivolta verso il grande proprietario e il governo, politicante, corrotto, sleale; non si comprenderebbe la figura tradizionale dei partiti politici meridionali, se non si tenesse conto dei caratteri di questo strato sociale.
2. L'intellettuale meridionale esce prevalentemente da un ceto che nel Mezzogiorno è ancora notevole: il borghese rurale, cioè il piccolo e medio proprietario di terre che non è contadino, che non lavora la terra, che si vergognerebbe di fare l'agricoltore ma che dalla poca terra che ha, data in affitto oa mezzadria semplice, vuol ricavare: di che vivere convenientemente, di che mandare all'università o in seminario i figli, di che fare la dote alle figlie che devono sposare un ufficiale o un funzionario civile dello Stato. Da questo ceto gli intellettuali ricevono un'aspra avversione per il contadino lavoratore, considerato come una macchina da lavoro che deve essere munta fino all'osso e che può essere sostituita data la superpopolazione lavoratrice; ricavano anche il sentimento atavico e istintivo della folle paura del contadino e delle sue violenze distruttrici e quindi un abito di ipocrisia raffinata e una raffinatissima arte di ingannare e addomesticare le masse contadine.
Poiché al gruppo sociale degli intellettuali appartiene il clero, occorre notare le diversità di caratteristiche tra il clero meridionale nel suo complesso e il clero settentrionale. Il prete settentrionale comunemente è il figlio di un artigiano o di un contadino, ha sentimenti democratici, è più legato alla massa dei contadini; moralmente è più corretto del prete meridionale, il quale spesso convive quasi apertamente con una donna, e perciò esercita un ufficio spirituale più completo socialmente, cioè è un dirigente di tutta l'attività di una famiglia. Nel Settentrione la separazione della Chiesa dallo Stato el'espropriazione dei beni ecclesiastici è stata più radicale che nel Mezzogiorno, dove le parrocchie ei conventi o hanno conservato o hanno ricostituito notevoli proprietà immobiliari e mobiliari. Nel Mezzogiorno il prete si presenta al contadino: 1. come un amministratore di terre col quale il contadino entra in conflitto per la questione degli affitti; 2. come un usuraio che domanda elevatissimi tassi di interesse e fa giocare l'elemento religioso per riscuotere sicuramente ol'affitto ol'usura; 3. come un uomo sottoposto alle passioni comuni (donne e danaro) e che pertanto spiritualmente non dà affidamento di discrezione e di imparzialità. La confessione esercita perciò uno scarsissimo ufficio dirigente e il contadino meridionale, se spesso è superstizioso in senso pagano, non è clericale. Tutto questo complesso spiega il perché nel Mezzogiorno il Partito popolare (eccettuata qualche zona della Sicilia) non abbia una posizione notevole, non possieda nessuna rete di istituzioni e di organizzazioni di massa. L'atteggiamento del contadino verso il clero è riassunto nel detto popolare: “Il prete è prete sull'altare; fuori è un uomo come tutti gli altri”.
Il contadino meridionale è legato al grande proprietario terriero per il tramite dell'intellettuale. I movimenti dei contadini, in quanto si riassumono non in organizzazioni di massa autonome e indipendenti, sia pure formalmente (cioè capaci di selezionare quadri contadini di origine contadina e di registrare e accumulare le differenziazioni ei progressi che nel movimento si realizzano) finiscono col sistemarsi sempre nelle ordinarie articolazioni dell'apparato statale — comuni, province, Camera dei deputati — attraverso composizioni e scomposizioni dei partiti locali, il cui personale è costituito di intellettuali, ma che sono controllati dai grandi proprietari e dai loro uomini di fiducia, come Salandra, Orlando, Di Cesarò. La guerra parve introdurre un elemento nuovo in questo tipo di organizzazione col movimento degli ex combattenti, nel quale i contadini-soldati e gli intellettuali-ufficiali formavano un blocco più unito tra di loro e in una certa misura antagonista rispetto ai grandi proprietari. Non durò a lungo, el'ultimo residuo di esso è l'Unione nazionale concepita da Amendola, che ha una larva di esistenza per il suo antifascismo; tuttavia, data la nessuna tradizione di organizzazione esplicita degli intellettuali democratici nel Mezzogiorno, anche questo aggruppamento deve essere rilevato e tenuto da conto, perché può diventare, da tenuissimo filo di acqua, un limaccioso e gonfio torrente in mutate condizioni di politica generale. La sola regione dove il movimento degli ex combattenti assunse un profilo più preciso e riuscì a crearsi una struttura sociale più solida, è la Sardegna. E si capisce: appunto perché in Sardegna la classe dei grandi proprietari terrieri è tenuissima, non svolge nessuna funzione e non ha le antichissime tradizioni culturali e governative del Mezzogiorno continentale. La spinta dal basso, esercitata dalle masse dei contadini e dei pastori, non trova un contrappeso soffocante nel superiore strato sociale dei grandi proprietari; gli intellettuali dirigenti subiscono in pieno la spinta e fanno dei passi in avanti più notevoli che l'Unione nazionale. La situazione siciliana ha caratteri differenziali molto profondi sia dalla Sardegna che dal Mezzogiorno. I grandi proprietari vi sono molto più coesi e decisi che nel Mezzogiorno continentale; vi esiste inoltre una certa industria e un commercio sviluppato (la Sicilia è la più ricca regione di tutto il Mezzogiorno e una delle più ricche d'Italia); le classi superiori sentono moltissimo la loro importanza nella vita nazionale e la fanno pesare. La Sicilia e il Piemonte sono le due regioni che hanno dato maggior numero di dirigenti politici allo Stato italiano, sono le due regioni che hanno esercitato un ufficio preminente dal 1870 in poi. Le masse popolari siciliane sono più avanzate che nel Mezzogiorno, ma il loro progresso ha assunto una forma tipicamente siciliana: esiste un socialismo di massa siciliano che ha tutta una tradizione e uno sviluppo peculiare; nella Camera del 1922 esso contava circa 20 deputati su 52 che ne erano eletti nell'isola.
Abbiamo detto che il contadino meridionale è legato al grande proprietario terriero per il tramite dell'intellettuale. Questo tipo di organizzazione è il tipo più diffuso in tutto il Mezzogiorno continentale e in Sicilia. Esso realizza un mostruoso blocco agrario che nel suo complesso funziona da intermediario e da sorvegliante del capitalismo settentrionale e delle grandi banche. Il suo unico scopo è di conservare lo statu quo. Nel suo interno non esiste nessuna luce intellettuale, nessun programma, nessuna spinta a miglioramenti e progressi. Se qualche idea e qualche programma è stato affermato, essi hanno avuto la loro origine fuori del Mezzogiorno, nei gruppi politici agrari conservatori, specialmente della Toscana, che nel Parlamento erano consorziati ai conservatori del blocco agrario meridionale. Il Sonnino e il Franchetti furono dei pochi borghesi intelligenti che si posero il problema meridionale come problema nazionale e tracciarono un piano di governo per la sua soluzione. Quale fu il punto di vista di Sonnino e di Franchetti? La necessità di creare nell'Italia meridionale uno strato medio indipendente di carattere economico che funzionasse, come allora si diceva, da “opinione pubblica” e limitasse i crudeli arbitrii dei proprietari da una parte e moderasse l'insurrezionalismo dei contadini poveri dall'altra. Sonnino e Franchetti erano rimasti spaventatissimi della popolarità che avevano nel Mezzogiorno le idee del bakunismo della I Internazionale. Questo loro spavento fece loro prendere degli abbagli spesso grotteschi. In una loro pubblicazione, per esempio, si accenna al fatto che una osteria o una trattoria popolare di un paese della Calabria (citiamo a memoria) è intitolata agli “scioperanti”, per dimostrare quanto diffuse e radicate fossero le idee internazionalistiche. Il fatto, se vero (come deve essere vero, data la probità intellettuale degli autori) si spiega più semplicemente, ricordando come nel Mezzogiorno siano numerose le colonie di Albanesi e come la parola skipetari abbia subito nei dialetti le deformazioni più strane e curiose (così in alcuni documenti della Repubblica veneta si parla di formazioni militari di e “S'ciopetà”). Ora nel Mezzogiorno non tanto erano diffuse le teorie del Bakunin, quanto la situazione stessa era tale da aver probabilmente suggerito al Bakunin le sue teorie: certamente i contadini poveri meridionali pensavano allo “sfascio” molto prima che il cervello di Bakunin avesse escogitato la teoria della “pandistruzione”.
Il piano governativo di Sonnino e Franchetti non ebbe mai neanche l'inizio di una attuazione. E non poteva averlo. Il nodo di rapporti tra Settentrione e Mezzogiorno nell'organizzazione dell'economia nazionale e dello Stato, è tale per cui la nascita di una classe media diffusa di natura economica (ciò che significa poi la nascita di una borghesia capitalista diffusa) è resa quasi impossibile. Ogni accumulazione di capitali sul luogo e ogni accumulazione di risparmi è resa impossibile dal sistema fiscale e doganale e dal fatto che i capitalisti proprietari di aziende non trasformano sul posto il profitto in nuovo capitale perché non sono del posto. Quando l'emigrazione assunse nel secolo XX le forme gigantesche che assunse, e le prime rimesse cominciarono ad affluire dall'America, gli economisti liberali gridarono trionfalmente: — Il sogno di Sonnino si avvera. Una silenziosa rivoluzione si verifica nel Mezzogiorno che, lentamente ma sicuramente, muterà tutta la struttura economica e sociale del paese —. Ma lo Stato intervenne e la rivoluzione silenziosa fu soffocata nel nascere. Il governo offri dei buoni del tesoro ad interesse certo e gli emigranti e le loro famiglie da agenti della rivoluzione silenziosa si mutarono in agenti per dare allo Stato i mezzi finanziari per sussidiare le industrie parassitarie del nord. Francesco Nitti, nel piano democratico e formalmente fuori del blocco agrario meridionale, poteva sembrare un fattivo realizzatore del programma di Sonnino, fu invece il migliore agente del capitalismo settentrionale per rastrellare le ultime risorse del risparmio meridionale. I miliardi inghiottiti dalla Banca di sconto erano quasi tutti dovuti al Mezzogiorno: i 400.000 creditori della Banca italiana di sconto erano in grandissima maggioranza risparmiatori meridionali.
Al disopra del blocco agrario funziona nel Mezzogiorno un blocco intellettuale che praticamente ha servito finora a impedire che le screpolature del blocco agrario divenissero troppo pericolose e determinassero una frana. Esponenti di questo blocco intellettuale sono Giustino Fortunato e Benedetto Croce, i quali, perciò, possono essere giudicati come i reazionari più operosi della penisola.
Abbiamo detto che l'Italia meridionale è una grande disgregazione sociale. Questa formula oltre che ai contadini si può riferire anche agli intellettuali. È notevole il fatto che nel Mezzogiorno, accanto alla grandissima proprietà, siano esistite ed esistano grandi accumulazioni culturali e di intelligenza in singoli individui o in ristretti gruppi di grandi intellettuali, mentre non esiste una organizzazione della cultura media. Esiste nel Mezzogiorno la casa editrice Laterza e la rivista la Critica, esistono accademie e imprese culturali di grandissima erudizione; non esistono piccole e medie riviste, non esistono case editrici intorno a cui si raggruppino formazioni medie di intellettuali meridionali. I meridionali che hanno cercato di uscire dal blocco agrario e di impostare la questione meridionale in forma radicale hanno trovato ospitalità e si sono raggruppati intorno a riviste stampate fuori del Mezzogiorno. Si può dire anzi che tutte le iniziative culturali dovute agli intellettuali medi che hanno avuto luogo nel XX secolo nell'Italia centrale e settentrionale furono caratterizzate dal meridionalismo, perché fortemente influenzate da intellettuali meridionali: tutte le riviste del gruppo di intellettuali fiorentini, Voce, Unità; le riviste dei democratici cristiani, come l'Azione di Cesena; le riviste dei giovani liberali emiliani e milanesi di G. Borelli, come la Patria di Bologna ol'Azione di Milano; infine la Rivoluzione liberale di Gobetti. Orbene: supremi moderatori politici e intellettuali di tutte queste iniziative sono stati Giustino Fortunato e Benedetto Croce. In una cerchia più ampia di quella molto soffocante del blocco agrario, essi hanno ottenuto che l'impostazione dei problemi meridionali non soverchiasse certi limiti, non diventasse rivoluzionaria. Uomini di grandissima cultura e intelligenza, sorti sul terreno tradizionale del Mezzogiorno ma legati alla cultura europea e quindi mondiale, essi avevano tutte le doti per dare una soddisfazione ai bisogni intellettuali dei più onesti rappresentanti della gioventù colta del Mezzogiorno, per consolarne le irrequiete velleità di rivolta contro le condizioni esistenti, per indirizzarli secondo una linea media di serenità classica del pensiero e dell'azione. I cosiddetti neoprotestanti o calvinisti non hanno capito che in Italia, non potendoci essere una riforma religiosa di massa, per le condizioni moderne della civiltà, si è verificata la sola riforma storicamente possibile con la filosofia di Benedetto Croce: è stato mutato l'indirizzo e il metodo del pensiero, è stata costruita una nuova concezione del mondo che ha superato il cattolicismo e ogni altra religione mitologica. In questo senso Benedetto Croce ha compiuto una altissima funzione “nazionale”, ha distaccato gli intellettuali radicali del Mezzogiorno dalle masse contadine, facendoli partecipare alla cultura nazionale ed europea, e attraverso questa cultura li ha fatti assorbire dalla borghesia nazionale e quindi dal blocco agrario.
L'Ordine Nuovo ei comunisti torinesi, se in un certo senso possono essere collegati alle formazioni intellettuali cui abbiamo accennato e se pertanto hanno anch'essi subito l'influenza intellettuale di Giustino Fortunato e di Benedetto Croce, rappresentano però nello stesso tempo una rottura completa con quella tradizione el'inizio di un nuovo svolgimento, che ha già dato dei frutti e che ancora ne darà. Essi, come è stato già detto, hanno posto il proletariato urbano come protagonista moderno della storia italiana e quindi della questione meridionale. Avendo servito da intermediari tra il proletariato e determinati strati di intellettuali di sinistra, sono riusciti a modificare, se non completamente, certo notevolmente l'indirizzo mentale di essi. È questo l'elemento principale della figura di Piero Gobetti, se ben si riflette. Il quale non era un comunista e probabilmente non lo sarebbe mai diventato, ma aveva capito la posizione sociale e storica del proletariato e non riusciva più a pensare astraendo da questo elemento. Gobetti, nel lavoro comune del giornale, era stato da noi posto a contatto con un mondo vivente che aveva prima conosciuto solo attraverso le formule dei libri. La sua caratteristica più rilevante era la lealtà intellettuale el'assenza completa di ogni vanità e piccineria di ordine inferiore: perciò non poteva non convincersi come tutta una serie di modi di vedere e di pensare tradizionali verso il proletariato erano falsi e ingiusti. Quale conseguenza ebbero in Gobetti questi contatti col mondo proletario? Essi furono l'origine el'impulso per una concezione che non vogliamo discutere e approfondire, una concezione che in gran parte si riattacca al sindacalismo e al modo di pensare dei sindacalisti intellettuali; i principi del liberalismo vengono in essa proiettati dall'ordine dei fenomeni individuali a quello dei fenomeni di massa. Le qualità di eccellenza e di prestigio nella vita degli individui vengono trasportate nelle classi, concepite quasi come individualità collettive. Questa concezione di solito porta negli intellettuali che la condividono alla pura contemplazione e registrazione dei meriti e dei demeriti, a una posizione odiosa e melensa di arbitri tra le contese, di assegnatori dei premi e delle punizioni. Praticamente il Gobetti sfuggì a questo destino. Egli si rivelò un organizzatore della cultura di straordinario valore ed ebbe in questo ultimo periodo una funzione che non deve essere né trascurata né sottovalutata dagli operai. Egli scavò una trincea oltre la quale non arretrarono quei gruppi di intellettuali più onesti e sinceri che nel 1919-20-21 sentirono che il proletariato come classe dirigente sarebbe stato superiore alla borghesia. Alcuni in buona fede e onestamente, altri in cattivissima fede e disonestamente andarono ripetendo che il Gobetti era nient'altro che un comunista camuffato, un agente se non del Partito comunista, per lo meno del gruppo comunista dell'Ordine Nuovo. Non occorre neanche smentire tali insulse dicerie. La figura di Gobetti e il movimento da lui rappresentato furono spontanee produzioni del nuovo clima storico italiano: in ciò è il loro significato e la loro importanza. Ci è stato qualche volta rimproverato da compagni di partito di non aver combattuto contro la corrente di idee di Rivoluzione liberale: questa assenza di lotta anzi sembrò la prova del collegamento organico, di carattere machiavellico (come si suol dire) tra noi e il Gobetti. Non potevamo combattere contro Gobetti perché egli svolgeva e rappresentava un movimento che non deve essere combattuto, almeno in linea di principio. Non comprendere ciò significa non comprendere la questione degli intellettuali e la funzione che essi svolgono nella lotta delle classi. Gobetti praticamente ci serviva di collegamento: 1. con gli intellettuali nati sul terreno della tecnica capitalistica che avevano assunto una posizione di sinistra, favorevole alla dittatura del proletariato nel 1919-20; 2. con una serie di intellettuali meridionali che, per collegamenti più complessi, ponevano la questione meridionale su un terreno diverso da quello tradizionale, introducendovi il proletariato del Nord: di questi intellettuali Guido Dorso è la figura più completa e interessante. Perché avremmo dovuto lottare contro il movimento di Rivoluzione liberale? forse perché esso non era costituito di comunisti puri che avessero accettato dall'A alla Z il nostro programma e la nostra dottrina? Questo non poteva essere domandato perché sarebbe stato politicamente e storicamente un paradosso. Gli intellettuali si sviluppano lentamente, molto più lentamente di qualsiasi altro gruppo sociale, per la stessa loro natura e funzione storica. Essi rappresentano tutta la tradizione culturale di un popolo, vogliono riassumerne e sintetizzarne tutta la storia: ciò sia detto specialmente del vecchio tipo di intellettuale, dell'intellettuale nato sul terreno contadino. Pensare possibile che esso possa, come massa, rompere con tutto il passato per porsi completamente sul terreno di una nuova ideologia, è assurdo. È assurdo per gli intellettuali come massa, e forse assurdo anche per moltissimi intellettuali presi individualmente, nonostante tutti gli onesti sforzi che essi fanno e vogliono fare. Ora a noi interessano gli intellettuali come massa, e non solo come individui. È certo importante e utile per il proletariato che uno o più intellettuali, individualmente, aderiscano al suo programma e alla sua dottrina, si confondano nel proletariato, ne diventino e se ne sentano parte integrante. Il proletariato, come classe, è povero di elementi organizzativi, non ha e non può formarsi un proprio strato di intellettuali che molto lentamente, molto faticosamente e solo dopo la conquista del potere statale. Ma è anche importante e utile che nella massa degli intellettuali si determini una frattura di carattere organico, storicamente caratterizzata; che si formi, come formazione di massa, una tendenza di sinistra, nel significato moderno della parola, cioè orientata verso il proletariato rivoluzionario. L'alleanza tra proletariato e masse contadine esige questa formazione; tanto più la esige l'alleanza tra il proletariato e le masse contadine del Mezzogiorno. Il proletariato distruggerà il blocco agrario meridionale nella misura in cui riuscirà, attraverso il suo partito, ad organizzare in formazioni autonome e indipendenti, sempre più notevoli masse di contadini poveri; ma riuscirà in misura più o meno larga in tale suo compito obbligatorio anche subordinatamente alla sua capacità di disgregare il blocco intellettuale che è l'armatura flessibile ma resistentissima del blocco agrario. Per la soluzione di questo compito il proletariato è stato aiutato da Piero Gobetti e noi pensiamo che gli amici del morto continueranno, anche senza la sua guida, l'opera intrapresa che è gigantesca e difficile, ma appunto degna di tutti i sacrifici (anche della vita, come è stato nel caso del Gobetti) da parte di quegli intellettuali (e sono molti, più di quanto si creda) settentrionali e meridionali che hanno compreso essere essenzialmente nazionali e portatrici dell'avvenire due sole forze sociali: il proletariato ei contadini.

(Qui si interrompe il manoscritto).

La questione meridionale, di A. Gramsci – Editori Riuniti, Roma 1966

Se você gostou deste post, escreva um comentário e/ou cadastre-se em nosso feed .

Comentários

No hi ha comentaris encara.

Publica un comentari

(requerit)

(obligatori)